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mercoledì 4 aprile 2018
BENVENUTO PICCOLO ETHAN!!!
Diamo il nostro più affettuoso benvenuto al piccolo Ethan, primo nipote del Maestro Spedicato e della Maestra Daniela!
I nostri più calorosi auguri alla super mamma, la nostra Shirinaz, al papà Massimo e agli zii più ignoranti del pianeta, Izumo e Tsunami, i quali ci auguriamo non facciano più danni del dovuto!
Ethan si è fatto un po' aspettare, ma già scoppia di salute ed è pronto a raccogliere l'eredità del Maestro Spedicato!
Ovviamente fremiamo tutti all'idea di poter dare il nostro contributo al suo sviluppo marziale, ma in ogni caso speriamo di poter essere anche noi per lui un punto di riferimento su cui poter sempre contare.
BENVENUTO TRA NOI!!
martedì 3 aprile 2018
Lezioni 48 del 27/03/2018, 49 del 29/03/2018 e 50 del 03/04/2018
Le ultime tre lezioni sono state riepilogative delle prime cose fatte durante il corso per meglio accogliere le new entry.
Mentre i veterani si allenavano con nuove tecniche di difesa e attacco con calci e pugni, i nuovi si sono cimentati con le basi del Ki. Ju. Go.
Abbiamo visto l'importanza della reazione e dell' istinto, i principali punti vitali, il sabaki e le prime leve articolari.
Abbiamo iniziato con la stretta del pugno concentrandosi sul dito mignolo.
Successivamente abbiamo visto come liberarsi da una presa al braccio con una e due mani.
Abbiamo ricordato come liberarsi da una stretta di mano molesta o da un tentativo di stragolamento (anche quello portato a compimento).
Infine abbiamo accennato i principi sulle prime leve articolari alla mano e all'articolazione del gomito.
Abbiamo qui elencato gli elementi trattati a lezione, per approfondirli vi consiglio di andare un po' a ritroso e rivedere le prime lezioni di quest'anno.
Oss!
Mentre i veterani si allenavano con nuove tecniche di difesa e attacco con calci e pugni, i nuovi si sono cimentati con le basi del Ki. Ju. Go.
Abbiamo visto l'importanza della reazione e dell' istinto, i principali punti vitali, il sabaki e le prime leve articolari.
Abbiamo iniziato con la stretta del pugno concentrandosi sul dito mignolo.
Successivamente abbiamo visto come liberarsi da una presa al braccio con una e due mani.
Abbiamo ricordato come liberarsi da una stretta di mano molesta o da un tentativo di stragolamento (anche quello portato a compimento).
Infine abbiamo accennato i principi sulle prime leve articolari alla mano e all'articolazione del gomito.
Abbiamo qui elencato gli elementi trattati a lezione, per approfondirli vi consiglio di andare un po' a ritroso e rivedere le prime lezioni di quest'anno.
Oss!
Lezione n. 46 del 20/03/2018
Abbiamo voluto provare qualcosa di diverso.
Abbiamo voluto applicare una forma di Tai Chi Chuan alla difesa personale o meglio, abbiamo provato delle tecniche partendo da una forma di Tai Chi.
La forma in questione è la forma n.8 del Maestro Quirino De Santis.
Abbiamo provato ad eseguirla e a vedere le tecniche che essa cela.
Per motivi di tempo ne abbiamo potute vedere solo 4 delle 8 che la compongono:
(N.B.: ogni forma viene eseguita sia da destra che da sinistra)
Abbiamo voluto applicare una forma di Tai Chi Chuan alla difesa personale o meglio, abbiamo provato delle tecniche partendo da una forma di Tai Chi.
La forma in questione è la forma n.8 del Maestro Quirino De Santis.
Abbiamo provato ad eseguirla e a vedere le tecniche che essa cela.
Per motivi di tempo ne abbiamo potute vedere solo 4 delle 8 che la compongono:
(N.B.: ogni forma viene eseguita sia da destra che da sinistra)
- avanzando parando una sventola laterale simultaneamente portare un attacco col palmo della mano rivolto al naso
- afferrare la testa dell'avversario e torcendola colpirla con una ginocchiata
- afferrare il polso e spostare il peso all'indietro effettuando la leva sullo stesso e sul gomito
- parare con l'avambraccio sinistro un attacco dall'alto e subito dopo afferrare il polso e torcerlo. Simultaneamente portare in basso il braccio dell'avversario e colpirlo con una ginocchiata all'altezza dell'articolazione del gomito con il braccio in torsione.
Lezioni 45 del 15/03/2018 e 47 del 22/03/2018
Nelle lezioni di cui sopra abbiamo affrontato per la prima volta lo studio di attacchi a terra.
Nello sfortunato caso in cui non si dovesse riuscire ad evitare di cadere, distesi per terra, abbiamo visto varie opzioni per difendersi da un attacco di colpi o strangolamento da un avversario che ci sovrasta sedendosi letteralmente su di noi, per stordire o tentare uno stupro.
Nello sfortunato caso in cui non si dovesse riuscire ad evitare di cadere, distesi per terra, abbiamo visto varie opzioni per difendersi da un attacco di colpi o strangolamento da un avversario che ci sovrasta sedendosi letteralmente su di noi, per stordire o tentare uno stupro.
- Strangolamento: anticipare l'attacco con colpo o pressione direttamente sotto la trachea. L'aggressore non riuscirà ad affondare in modo deciso. Accompagnare il gesto con una ginocchiata al bacino, cercando di rotolare con un deciso movimento del bacino sulla scia del colpo e di sovrastare l'avversario.
- Pugni: deviare il pugno portandolo fuori dalla traiettoria del nostro viso e ripetere la ginocchiata sopra descritta con simultanea presa al braccio per bloccarlo.
Ricordiamo che l'esecuzione riuscita di tali tecniche, come di tutte le altre, è subordinata ad un notevole sangue freddo.
E' sempre consigliabile fare il possibile per non ritrovarsi in tale situazione, chiaramente svantaggiosa e vulnerabile.
giovedì 15 marzo 2018
Lezioni n.41 del 08/03/2018 e 42 del 13/03/2018
Trattiamo unitamente le ultime due lezioni.
Abbiamo introdotto la parata incrociata, che può essere usata contro
- attacchi di bastone dall'alto verso il basso: in questo caso è essenziale entrare quanto più possibile nell'attacco dell'avversario e andare a bloccare il suo braccio appena sotto l'articolazione del gomito, altrimenti si rischia che il bastone ci colpisca ugualmente
- attacchi di pugno diretti al volto: la peculiarità di questa tecnica ci consente di far seguire alla parata una leva articolare al polso che può essere seguita da una successiva leva all'articolazione del gomito, da una gomitata o una percossa e infine da una proiezione.
- attacchi di calcio frontale: in realtà quest'applicazione è molto rischiosa e richiede notevole allenamento. Più intuitivo è usarla per bloccare una ginocchiata.
ATTENZIONE: Fondamentale è la posizione dei polsi che deve essere eseguita come nella foto di Mister Mourinho.
Il contatto infatti non deve avvenire con ulna e radio (soprattutto per gli attacchi di calcio il rischio di romperle è forte), ma con i muscoli dell'avambraccio.
Effettuata la parata i palmi delle mani ruotano in senso opposto per effettuare la leva.
La leva non è efficace se non è accompagnata dal movimento di tutto il corpo e dallo spostamento del peso.
Abbiamo visto delle proiezioni che seguono la parata, ma, ricordiamolo, se queste non sono precedute da colpi mirati ai punti vitali non avranno effetto!
Oss!
venerdì 9 marzo 2018
Lezione n.40 del 06/03/2018
Abbiamo iniziato a lavorare su una parata alta e una bassa.
La parata alta si basava esclusivamente sul movimento del busto e avveniva con i muscoli estensori dell'avambraccio (per evitare pericoli all'ulna e al radio).
Quella bassa consiste invece in un vero e proprio colpo inferno sulla gamba dell'avversario con l'estensore dell'avambraccio, a pugno chiuso e a seguito di un movimento del fianco. E' quello che conferisce la forza!
Torneremo sull'argomento!
giovedì 8 marzo 2018
Lezione n.39 del 01/03/2018
abbiamo inaugurato marzo con una lezione riepilogativa dedicata all'1 contro 1.
Abbiamo approfittato per ripetere molti fondamentali e per provarli in situazione di semi realtà.
Nell'uno contro uno in primo luogo si portava un attacco dopo averlo dichiarato.
Per chi si difende è una sicurezza sapere che attacco arriverà e ci si preparerà meglio.
Per chi attacca è lo stimolo di entrare in una guardia doppiamente attenta.
Successivamente non si dichiara più la tecnica.
In questo caso abbiamo limitato la scelta per ora agli attacchi frontali.
Sicuramente uno stimolo in più!
Abbiamo approfittato per ripetere molti fondamentali e per provarli in situazione di semi realtà.
Nell'uno contro uno in primo luogo si portava un attacco dopo averlo dichiarato.
Per chi si difende è una sicurezza sapere che attacco arriverà e ci si preparerà meglio.
Per chi attacca è lo stimolo di entrare in una guardia doppiamente attenta.
Successivamente non si dichiara più la tecnica.
In questo caso abbiamo limitato la scelta per ora agli attacchi frontali.
Sicuramente uno stimolo in più!
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